giovedì, 29 ottobre 2009

hungry sweet melody... e uno "sguardo" di Enzo Campi

 

sweet, sweet, my hungry sweet melody, sweet ...

osserverò le piume alzate contro il vento che
il tuo gorgheggio solleverà nel vuoto intabarrato
e lì, a colpire dove il fianco è muto e
cola l’ombra -rovesciata-
sulla rotondità del giglio oscuro
reciderò gli stami
scivolando al fondo di quel ringhio d’altro canto
da serrare, tra le mie parole nude

erano i giorni delle unghie scheggiate
tra gli spazi tanto freddo e
il ruvidore precipitava l’ululo
a lisciarle sulla faccia ma, non era la paura
a stringere nei nastri l’andirivieni di quel fronte
che vedevo nei tuoi occhi
piuttosto un velo, patinato su quel bianco
sopraggiunto come schiuma di

- distacco -
 





Precipitando di punto in punto (solo due occorrenze: dal "vuoto intabarrato" al "fianco muto" - dall' "andirivieni" al "distacco") fila si sfila (ma alla fine, in un certo senso, tutto si defila) la serialità dei verbi: osservare, sollevare, colpire, colare, recidere, scivolare, serrare, precipitare, lisciare, stringere, sopraggiungere.
Ognuno di questi predicati è contenuto in tutti gli altri, e tutti insieme – formando una serie – concorrono alla definizione (figurazione e defigurazione) del senso, o meglio: della messa in mobilità dei "sensi" che lavorano per il senso.
Ragionando in termini di sostituzione e di relazione ognuno di questi predicati è legato agli altri e potrebbe sostituirlo; e tutti insieme, relazionandosi, rendono intelligibile la sfera del sensibile, ovvero la corporeità.

L'asse paradigmatico si snoda attraverso locuzioni ora metaforiche (vuoto intabarrato / rotondità del giglio oscuro / ringhio d'altro canto), ora sinonimiche (cola-precipitava / serrare-stringere), ma non disdegna la cosiddetta riconciliazione dei contrari (ruvidore-lisciare).
La scansione poetica permette ai propri "punti" di precipitare attraverso un processo che definirei semanticamente matematico.
Tutto coincide, tutto si amalgama perfettamente, tutto sembra naturalmente dato e dovuto.
E la chiusa ci fa capire che il "sopraggiungere", ovvero la gettata in cui si designa la "venuta", se da un lato potrebbe essere considerato il giusto compimento, dall'altro lato inaugura la dissoluzione del "gesto".
Del resto la dissoluzione è presente fin dalle prime battute (piume, vento, vuoto, ombra che cola) e si rinnova conclamandosi in quel "velo" (trasparenza, inconsistenza, impalpabilità) che chiude la danza.

Questa poesia parla e si parla (induce l'ascolto e si pone all'ascolto di sé) nel senso propriamente letterale, ovvero: dice le parole. E non si accontenta di dire, si concede il lusso di scandire e di drammatizzare.
Come avviene tutto ciò?
Molto semplicemente attraverso una sorta di forclusione: l'innesto di una regressione animale al "prima delle parole", a una originarietà (o pre-originarietà) in cui il linguaggio era propriamente gutturale. Il diktat si snoda, in maniera progressiva (e quindi semanticamente matematica), sulla linea metamorfica “gorgheggio/ringhio/ululo”. L'insieme di queste tre emissioni figura e sfigura quello che Doris definisce "altro canto da serrare tra le mie parole nude".
L'andirivieni poematico è essenzialmente onomatopeico (come a rafforzare la corporeità che qui si respira a pieni polmoni) ma è messo in abisso all'interno delle "parole nude".
Le parole nude, parole poetiche di un corpo esposto, in un certo senso intatte, contengono in nuce tutta una serie di altre parole, per così dire, smembrate, spartite, animalizzate, forcluse.
Cosa sono le parole nude?
Sono, forse, le parole tese a "spaziarsi" nell'esposizione.
Si espongono alle unghie scheggiate o, se preferite, espongono le proprie unghie scheggiate.
Ma la nudità di cui sono pregne può rendere il tutto una "dolce melodia", anche nell'inevitabile "distacco" che conclama e vanifica il gesto.


(Enzo Campi)
http://sguardidautore.splinder.com/ http://www.enzocampi.splinder.com/
 

 
L'immagine si trova a: http://media.photobucket.com/image/ombra%20di%20donna/d_o_r_/shadow_woman_blackSM.jpg


postato da: DorisEmily alle ore 22:21 | link | commenti (9)
categorie: rivelazioni e buchi neri
sabato, 24 ottobre 2009

hungry sweet melody





sweet, sweet, my hungry sweet melody, sweet...

osserverò le piume alzate contro il vento che
il tuo gorgheggio solleverà nel vuoto intabarrato
e lì, a colpire dove il fianco è muto e
cola l’ombra -rovesciata-
sulla rotondità del giglio oscuro
reciderò gli stami
scivolando al fondo di quel ringhio d’altro canto
da serrare, tra le mie parole nude

erano i giorni delle unghie scheggiate
tra gli spazi tanto freddo e
il ruvidore precipitava l’ululo
a lisciarle sulla faccia ma, non era la paura
a stringere nei nastri l’andirivieni di quel fronte
che vedevo nei tuoi occhi
piuttosto un velo, patinato su quel bianco
sopraggiunto come schiuma di

- distacco -




L'immagine si trova a rebstein.wordpress.com/.../ di Federico Federici
http://leserpent.wordpress.com/ http://www.flickr.com/photos/federicoii/


postato da: DorisEmily alle ore 22:19 | link | commenti (7)
categorie: rivelazioni e buchi neri
mercoledì, 16 settembre 2009

così è








   Sei l’inappetenza che ho dell’ordinario
   un - rigo verticale- sulla bocca
   la nota che incupisce gli angoli
   se alla chiave del tuo orgoglio giungo in punta
   tra il taciuto e l’evidente, l’increspatura a pelle
   l’oscillazione all’antro del permettermi un refrain
 
   così è l’eterno al gioco
   sbattere su gradi di caviglie, la mano a spingere sul collo
   mentre è - dentro - che mi piego mio malgrado e
   i colpi sono densi, provocazioni a vivere
   che flettono in salita giusto all’attimo di contenere il grido
 
   nell’assesto più profondo
 
 
 
 
 

 l'immagine jpg - rossellagrenci.files.wordpress.com/.../danza.jpg si    trova in rossellagrenci.wordpress.com/2009/06/10/
 
 

postato da: DorisEmily alle ore 17:56 | link | commenti (26)
categorie:
venerdì, 11 settembre 2009

non

 
  
 
  
   come mani senza dita
   le mie parole prensili
   addette alla banchina della vita
 
   e occhi per guardare quanto passa o resta
   farne ricordo, di quanto non è stato
 
   se mai avessi avuto pioggia sulla pelle e
   indumenti asciutti alla valigia sotto il letto
   sarebbe stato sbarazzarsi di una facoltà ingombrante
   quella di riparare al nulla i polpastrelli
 
   che non fiatano
 
    - domestici -
 
 
 
 
 
 
 
 

postato da: DorisEmily alle ore 20:53 | link | commenti (10)
categorie: longitudini
venerdì, 04 settembre 2009

- banderilla d'occasione - (sinergia ERREMME - D.E.B.)

 

Un arpeggio a dita estatiche
mi gioco i bassi dei tuoi toni
 
Tramo ventagli d’occhi
a visioni capovolte
mantiglie vorticanti che sciolgono in discesa
 
Permeabile magnolia mi ferisci amore mio
banderilla d’ occasione tu m’incroci sul tuo passo
batti il ritmo della furia
mi rincorri a rotta incerta ben sicuro del tuo centro
 
Con le mani tra i capelli ad addormentare il cuore
e un punto tra le labbra da svezzare a giochi incauti
non mi oppongo al tuo volere fiume sparso che m’intralci
 
 
 

Da una lettura fatta dall' Amico Roberto Matarazzo (Erremme) della lirica - Banderilla d'occasione -... una sua coinvolgente suggestione timbrica...

 

 
"SUGGESTIONE DA D. E. BRAGAGNINI"

 

Ringrazio il gentile architetto_artista Roberto Matarazzo per la graditissima sorpresa
di questa avvenuta sinergia ideativa e per avermi concesso di pubblicarla.(http://www.robertomatarazzo.it/   http://erremme.splinder.com/

 
Ringrazio anche l'amica e poetessa Cristina Bove per avermi fatto dono di una sua 
ottima interpretazione vocale del testo... qui...  http://levocicheamo.splinder.com/

 

 


postato da: DorisEmily alle ore 14:30 | link | commenti (14)
categorie:
sabato, 29 agosto 2009

- banderilla d'occasione -

 

 

   Un arpeggio a dita estatiche
   mi gioco i bassi dei tuoi toni
 
   Tramo ventagli d’occhi a visioni capovolte
   mantiglie vorticanti che sciolgono in discesa
 
   Permeabile magnolia mi ferisci amore mio
   banderilla d’occasione tu m’incroci sul tuo passo
   batti il ritmo della furia
   mi rincorri a rotta incerta ben sicuro del tuo centro
 
   Con le mani tra i capelli ad addormentare il cuore e
   un punto tra le labbra da svezzare a giochi incauti
   non mi oppongo al tuo volere fiume sparso che m’intralci

 

 


postato da: DorisEmily alle ore 22:32 | link | commenti (16)
categorie: gomitolo scarlatto
mercoledì, 05 agosto 2009

non l'azzurro

 

 
 
   scendono rami dagli occhi
   non più interno con vano
   portaombrelli adibito
   ma zolle riarse inerpicanti frammenti
 
 
   saprà di te l’innesto, inciso
                                         a lato
   impalcatura ad amo o chiodo fisso
 
                        -libera-carica-libera-
 
   non l’azzurro
   chiuso
   a forbice
 
 
 
 

postato da: DorisEmily alle ore 22:53 | link | commenti (18)
categorie: rivelazioni e buchi neri
giovedì, 25 giugno 2009

il latte sulla porta

 





   come una marea
   che - liscia e liscia -
   passi questa tomba scabra
   come bocca disseccata e
   a nulla vale il latte sulla porta
   l’andirivieni della notte con i suoi alterni opali
   pasti indotti - di una giovane falena

   cucimi la pelle
   fanne un tamburo per giorni muti
   quando a sgranocchiare ore non ci penseranno i denti
   ma, una lingua, che si farà lasciva
   nel porgerti le scuse d’essere stata onesta

   ti laverò dal mio peccato - non del tutto - originale
   luciderò quella salsedine, trama su papille scure

  sarà l’estinguersi del solco a brindare al ventre storto


 


postato da: DorisEmily alle ore 08:31 | link | commenti (17)
categorie: rivelazioni e buchi neri
venerdì, 19 giugno 2009

film

 

 

Mi pervade questo vuoto di te, ora,
così implicito, metamorfosi di un sogno
(misticismo improprio o credere bambino)
quando proseguire contando passi
nel ripetere il tuo nome (all’infinito)
è stato dirmi -tu- chi eri,
celebrando il nientenulla muto
come appropriazione debita
a riprodurti dentro senza lembo di confine
nell’appartenermi ancora

Potrei scendere all’inferno
non sapessi di trovarti
è che -fino al certo punto- non mi basta

Voglio toccare il fondo di valige controluce
sapere che all’aperto si spiegano teloni
per il film del nostro ieri
prima fila e denti bianchi
smerigliati dal sapere carne figlia di enne enne
 il delirio di un amore che sparpaglia
questi sensi disparati
dove affondi mentre godi
e io muoio sul
 
THE END
 
 
 

postato da: DorisEmily alle ore 16:20 | link | commenti (10)
categorie: longitudini
lunedì, 25 maggio 2009

Veleno

 

 

   È un asterisco nella notte
   moto irrisolto
   punto di rimando
   occhio al cielo di cobalto

   Asfodelo del tormento
   di un entroterra ignoto

   Lui esala il suo veleno
   cosmogonia di un sé
   che induce in tentazione
   mistero doloroso
   nei grani dei miei passi

   Attraverso occhi chiusi
   bevo stille d’assonanza
   nutro purpureo il senso

   Nasco


postato da: DorisEmily alle ore 00:13 | link | commenti (15)
categorie: longitudini

CHI SONO

Utente: DorisEmily
Nome: Doris Emilia Bragagnini
il rosso più cupo... la pioggia

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